Il mio portafoglio

Quanto investo nel p2p lending?

Questo è l’ammontare delle mie quote attuali in p2p in euro, suddivise per ciascuna piattaforma e aggiornate a Ottobre 2019:

Questo grafico rappresenta la quota dei miei investimenti in p2p sui miei assets totali:

Perchè così tanto? Se andate a leggere varie discussioni in merito, che si possono facilmente trovare cercando nel web, troverete una quota “media” di investimenti, che va all’incirca dal 5 al 20% del proprio capitale,
empirica in questa classe di asset. Dal mio punto di vista, questa è però una realtà che oggi offre tassi di interesse che ha pochi paragoni ancora, dovuti, oltre ovviamente dalla rischiosità molto più alta rispetto ad altre tipologie di prestito tradizionali, anche da una situazione di un mercato che attualmente è solo in parte conosciuto dai propri principali clienti, ovvero i piccoli investitori privati e i risparmiatori.

Comunque, avendo ancora un po’ di sale in zucca, ecco alcuni degli accorgimenti che sto usando:

  1. Dove non non ci sono sottostanti che siano immobiliari, cerco di utilizzare sempre prestiti che siano coperti da buyback da parte dell’intermediario o dalla piattaforma. Non che la cosa faccia ovviamente da garanzia effettiva al 100% di rimborso, dato che comunemente la buyback è condizionata all’effettiva solvibilità dell’intermediario, ma comunque ritengo che per ora siamo in una situazione di questo mercato “ancora in espansione” o comunque non in recessione.
  2. Diversifico il più possibile sulle piattaforme. Dove possibile, all’interno della stessa piattaforma, diversifico sugli intermediari e sulle tipologie di prestiti da essi offerti. Cerco per quanto possibile di rimanere “liquido” sui miei investimenti, cioè di non vincolarmi con versamenti in prestiti a medio-lungo termine che non consentano una exit strategy abbastanza reattiva nel caso in cui ne avessi bisogno.
  3. Cerco, per quello che l’informazione web consente, di essere il più possibile aggiornato sugli accadimenti che riguardano questa tipologia di investimenti, sulle piattaforme e sugli intermediari, allo scopo di sfruttare la reattività di disinvestimento che sto cercando di mantenere nel caso in cui abbia i segnali che la particolare situazione non sia più confortevole per quelli che sono i miei obiettivi.